Fatica su Tela.

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Emozionarsi in digitale.
Anzi su pellicola, o forse, più semplicemente in digitale che nulla è più analogico. Nemmeno le emozioni. Che però sembrano trarne giovamento, stando a quanto vi invito a guardare con questo post pre-natalizio.
Mi piace lasciarvi così e farvi gli auguri di Natale con un piccolo regalo.
Una serie clamorosamente bella di scatti fotografici. Personalmente non saprei quale scegliere. Sono tutti meravigliosi. Cartier Bresson è vivo e pedala assieme a noi.
Di cosa si tratta? Delle migliori foto di ciclismo del 2015 scelte da Strava. La dimostrazione di quanto andavo dicendo qui a proposito di riviste e foto belle, da staccare all’istante e appendere in cameretta.
Avrei però un suggerimento per quelli di Strava: raccogliere anche i migliori articoli, post e contenuti di ciclismo dell’anno. Avremmo fatto bingo, credo. Per il momento, lo hanno fatto con dei microracconti che accompagnano, ancora una volta, meravigliose fotografie: Strava Stoires. Forse, leggendo quanto gli utenti postano in rete, si potrebbe fare di più.

The Best from Strava.
Tornando alle foto, The Best Cycling Photos of The Year From Strava non è solo un omaggio alla fatica che tutti noi abbiamo fatto quest’anno (personalmente 2 mezze maratone, 2 maratone complete, 4 Granfondo, ognuna con una media di 4000 m. di dislivello, tra cui le due più dure d’Europa, sì scusate me la tiro, adesso smetto, promesso). È anche un modo per rendere l’idea del perché decidiamo di fare fatica. E cioè perché la fatica, oltre che estremamente piacevole, è anche in sé bella, un gesto esteticamente ineccepibile. Poetico e desiderabile.

La magia della fatica. 
“Ciò che rende diverso Strava da tutte le altre community siete voi. Ogni giorno ci ispiriamo l’un l’altro” si legge nella short-description che introduce gli scatti scelti. E torna ancora la parolina magica “ispirare”. Il ciclismo, ma anche il running, la fatica sono come le poesie, necessitano di ispirazione. Insomma, ci vuole una musa, ognuno ha la sua. Non trovate magnifica questa cosa?
Quante volte, appena alzati all’alba, con uno spicchio di luna ancora in cielo e il buio il freddo averti compagnia, abbiamo dovuto trovarla dentro di noi quella magica ispirazione? Tante. Ci siamo mai pentiti?
Quanto è il piacere che ne si ricava dopo un piccolo sacrificio? E quanta la sensazione di aver fatto ancora una volta la cosa giusta?
Perciò, be inspired. E continuate a fare fatica anche l’anno prossimo.
Ci si vede qui.

Vostro, ciclistapericoloso

Le foto scelte da Strava potete vederle qui

(Photo credits: Jered & Ashley Gruber)